Che cosa sono i “Bloccati”? Croatia, 2010. – 2014.

Che cosa sono i “Bloccati”?

1. Chi è bloccato in Croazia?

il problema inizia can la nuova legge sui pignoramenti enrtata in vigore in dicembre, 2010. che premette il blocco totale di tutti i conti bancarii in tutte le banche con sede in Croazia.
Allora in Croazia avevamo cca 25 000 PERSONE in debito ( 12/2010.)
Oggi ne sono 322 500 PERSONE ( 12/2014.) Il debito delle persone fisiche stra crescendo al 1 miliardo al mese, ed fine 2014. ha trapassato il debito delle economia croata.
Mai successo prima nel mondo.

Ogni TERZO residente croato di età lavorativa E BLOCCATO. A base dell’Atto di esecuzione (Legge sui pignoramenti, preclusioni e sfratto), ogni decimo cittadino croato e bloccato. Questa legge, invece di trovare una soluzione per affrontare il modo in cui i debiti possono essere tornati, ha prodotto una crescita assoluta, infinita dell’importo totale del debito e ha quindi bloccato tutta la Croazia.
Perche oggi in Croazia 32O.000 persone sonno bloccate, ogni decima, e l’importo totale del debito delle persone fisiche e 29,5 miliardi, il che rischia di accrescere l’importo totale del debito dell’economia croata e causare collasso finanziario.
Dal dicembre 2010. fino al 2014. la Croazia, a base degli aggiornamenti dell’Atto di esecuzione, un milione di abitanti croati sonno BLOCCATI (320.000, e i membri delle loro famiglie)

Il BLOCCO significa che hanno bloccato tutti i conti in tutte le banche.
Per il detto periodo (2010.-2014.), questo rappresenta un aumento di circa 65.000 persone l’anno. Circa 5500 il mese! La quantità di debito aumenta di circa un miliardo in un mese e mezzo!
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Da “solo” 25.000 cittadini croati bloccati nel mese di dicembre 2010. a base dell’Atto di esecuzione, per motivi differenti, oggi e troppo pesante il numero di simili destini umani che ha saltato in appena un anno o due a una cifra di oltre 300.000 bloccati.

Non esiste uno stato moderno, democratico, che ha atteggiamento del genere, vergognoso nei confronti dei suoi cittadini, perché non c’è stato moderno in Europa e nel mondo che in questo modo blocca così tanti abitanti.

L’importo totale del debito bloccato cresce rapidamente e presto crescerà oltre il debito totale dell’economia croata, il che è un assurdo senza precedenti nella storia dello stato moderno e democratico.
L’ammontare del debito (con usura artificiale dei debitori bloccati) aumenta di circa un miliardo per mese !!! Questo forse rispetta la legge, visto che il governo ha legalizzato questo tipo di approccio per risolvere il problema, ma di certo non è saggio per la sovranità finanziale dell’individuo, e quindi di tutta la comunità.

L’associazione Bloccati è stata fondata quando il numero dei bloccati ha raggiunto 318.000 anime che, se aggiungiamo membri della famiglia a loro carico, da una collezione impressionante di un milione di abitanti per cui le autorità croate intendono che finiscono la vita in condizioni di estrema povertà, per quanto riguarda l’usura legalizzata (statale), lasciando debiti agli eredi –in eterno!

I dati provenienti da 04/2014. = 315 000 mila cittadini bloccati (04/2014).
il debito complessivo ha raggiunto 24,5 miliardi di kn (04/2014).

I dati relativi 09/2014. = 318 529 bloccati, e l’importo totale del debito = 28,5 miliardi

Si tratta di gente comune del posto, bloccata perche non ha soldi, non ha lavoro, non ha un modo di uscire del debito, e l’Atto di esecuzione sostanzialmente non ha lo stesso atteggiamento con i debitori e i creditori, né l’obiettivo fondamentale di offrire una soluzione.

Come hanno mostrato i primi controlli ufficiali, realizzati con l’aiuto del numero d’identificazione personale (PIN, OIB), addirittura il 70 per cento dei cittadini che hanno i conti bloccati non sono suscettibili di assicurazione, il che significa che non sono né occupati né ricevono una pensione.
Ciò significa che circa 220.000 cittadini che hanno i loro conti bloccati sonno disoccupati, mentre i restanti più di 90.000 hanno qualche forma di assicurazione, sono o impiegati o hanno un mestiere, o l’assicurazione come agricoltori, ma appartengono al gruppo che non ha il diritto a un conto protetto se sonno bloccati.
Il fatto che il 70 per cento delle persone bloccate e senza lavoro suggerisce che sarà difficile o quasi impossibile per loro pagare i debiti per quali i loro conti sonno bloccati.

Sono stati bloccati anche i conti di circa 10.000 persone che sono morte, tra loro addirittura 7.700 uomini. Il loro debito diverrà responsabilità dei successori, se la accettano assieme agli altri beni lasciati dal defunto.

Verifiche preliminari dei debitori croati hanno mostrato che sono bloccate anche più di 17.000 persone di 65 anni e oltre, con quasi nessuna possibilità di riattivazione al lavoro per guadagnare soldi extra che potrebbero portarli fuori dal blocco.

La maggior parte dei cittadini bloccati rimane ancora lontano dai criteri per la pensione, ben 239.000 di età compresa tra i 18 e i 55 anni. Tra di loro probabilmente si “nascondere” il maggior numero di quelle 220.000 persone che sono state bloccate e non hanno nessuna assicurazione, in altre parole – sono disoccupate. Più di 47.000 cittadini bloccati sono di età compresa tra 55 e 65 anni.
Quasi il doppio dei conti congelati appartiene a maschi. Ogni quarta persona in età lavorativa è bloccata (il dato non vuol dire che lavora).

Più di 194.000 maschi e bloccato, mentre 109.000 donne hanno i loro conti bloccati a causa del debito che non riescono a pagare.

Tra gli uomini, il maggior numero di debitori e di età compresa tra i 18 ei 55 anni, addirittura 152.000, e loro fanno anche la metà del numero totale dei debitori in Croazia. Nello stesso gruppo d’età sono anche le più numerose donne –debitrici, addirittura 86.000.

L’obiettivo fondamentale dell’Atto di esecuzione è visibile attraverso i risultati dell’applicazione della legge: attraverso gli anni il debito sì e moltiplicati fino ad assurdità, e il numero dei debitori, piuttosto che ridursi, cresce fino a 70.000 nuovi debitori al anno, 5000 nuovi al mese, e sarà presto che i debiti di persone private supererano il debito totale del’ economia croata.

Se l’agenzia finanziaria, Fina, continua a bloccare nel ritmo attuale, al fine anno i cittadini supererano la mancanza di liquidità dell’economia dello stato, come la storia europea non ricorda, né tali politiche istituzionali che hanno permesso che entro tre anni il numero di debitori da 25.000 cresce fino a 315.000, che l’intero gruppo sociale dei debitori siano ammoniti fannulloni, istituzionalmente impalati sulla gogna e lasciati lì a scomparire in silenzio.

L’Associazione Bloccati fa notare che i conti bloccati dei cittadini si diffondono come un’epidemia, e avverte che negli ultimi tre anni il numero di persone bloccate (blocco significa che i vostri conti presso tutte le banche sono bloccati, di solito per un periodo superiore a 5 anni, risp. 10) e passato da 25 000 a 310 000, che è una conseguenza diretta dell’Atto di esecuzione. Vale a dire, si tratta di usura legalizzata e l’assicurazione di profitti a un restretto gruppo d’interesse, a spese della maggioranza.
L’Atto di esecuzione è una delle peggiori leggi croate (adottata alla fine del 2010), dove l’obiettivo era di soddisfare gli interessi materiali di un ristretto gruppo d’interesse materiale, che non presta attenzione alle più ampie conseguenze sociali della stratificazione del nucleo sano.

Di più, negli ultimi 6 anni i cittadini hanno perso 9500 appartamenti e case che sono state vendute all’asta per un prezzo inferiore al terzo del valore di mercato, e la maggior parte sono quindi rimasti senza il loro unico rifugio che, a giudicare dalle reazioni e i risultati, non preoccupa la politica croata.

In particolare, con il preoccupante (allarmante) numero di blocchi, 310.000, qui ci dovrebbero essere aggiunti i numeri dei membri delle famiglie dei bloccati, 310 000 x 3; 380.000 disoccupati, 280.000 in debito al governo, 180.000 posti di lavoro sono scomparsi per sempre in Croazia, 30.000 mestieri distrutti, distrutta la piccola agricoltura, il commercio, la pesca, ecc …

La Presidente dell’associazione Bloccati punta il dito contro l’Atto di esecuzione che, dice, è cattivo e per cui Bloccati hanno cercato un controllo di costituzionalità (maggio, 2014) al fine di compilare il modulo sulla strada per l’obiettivo finale, vale a dire la Corte di giustizia europea e la demolizione della legge perché la Corte di giustizia delle Comunità europea l’anno scorso ha abbattuto una legge spagnola che era in qualche modo simile a quella croata, ma molto più mite, perché –ripeto – un blocco di tutti i conti in un periodo di dieci anni o anche di più, con un aumento assoluto d’interessi e impostazione dei debitori alla gogna non esiste da nessuna parte in tutto il mondo.

2. Perché è stata fondata l’Associazione Bloccati?

La ragione principale è perché in Croazia non ci sono opzioni politiche né civili che si occupano di soluzione al problema dei cittadini bloccati, che vivono in un blocco di tutti i conti bancari per più di due anni, e nei 99% dei casi si tratta di debitori che sono in debito perché hanno perso il lavoro e non hanno pagato perché non hanno da dove pagare, gridano per una soluzione che non esiste, perché la soluzione è scomparsa sotto una valanga di interessi e spese che hanno oltrepassato il debito principale multiple volte.

L’Associazione Bloccati è (purtroppo) un’associazione con la crescita più “naturale” del numero dei membri e, come tale, oggi è un importante fattore sociale per futuri cambiamenti in Croazia.

Per ora dei cittadini indebitati si preoccupa solo il settore civile, vale a dire l’Associazioni Bloccati. Quindi, di nuovo, solo la società civile – come nel caso di prestiti in franchi svizzeri – tiene sistematicamente conto dei cittadini che si sono trovati in una spirale di mali e problemi croati. La necessità dell’esistenza di una tale associazione è meglio illustrata dal fatto che in Croazia al momento il conto e bloccato a circa 318.000 cittadini che devono una sconcertante e difficile da raccogliere cifra di 28,5 miliardi, a causa del controverso Atto di esecuzione.

Nell’Associazione SANO E CONTINUAMENTE SOTTOLINEANO IL FATTO che in Europa contemporanea non esiste un paese con un tal elevato numero di cittadini bloccati. Miriam Kervatin, presidentessa dell’Associazione Bloccati, mette in guardia: “Se Fina continua a questo passo a bloccare i conti, già a metà anno l’illiquidità dei cittadini potrebbe superare il fallimento di tutta l’economia croata.”
– “Bloccati” e un’associazione dei cittadini con redditi, pensioni o conti correnti bancari bloccati. Loro tutti vivono in condizioni di povertà, disuguaglianza ed esclusione sociale, e noi questo vogliamo fermare.

L’esclusione sociale copre – simile ai diritti umani non mantenuti – l’incapacità di uno di noi d’agire nella società con un senso di dignità personale. In generale, gli individui possono essere considerati socialmente esclusi se sono in svantaggio in termini economici o sociali, se si sentono impotenti o, in una certa misura, socialmente alienati, e tutto questo nasce da una combinazione di problemi interconnessi. Questi sono: bloccati redditi o pensioni, la povertà, la disuguaglianza sociale, la disoccupazione, i salari bassi, condizioni abitative disagiate, dice Miriam Kervatin rilevando che 290.000 cittadini sonno bloccati a un periodo lungo, superiore a cinque anni.

L’Associazione Bloccati è stata fondata per promuovere, migliorare e realizzare i diritti dei cittadini, cui sonno bloccati redditi, pensioni, proprietà, conti bancari e che vivono in condizioni di povertà, disuguaglianza sociale, e dato il blocco del conto, l’esecuzione e lo sfratto, che hanno condizioni abitative disagiate o sono anche senza condizioni abitative.
L’esclusione sociale comprende, simile ai diritti umani non mantenuti, l’incapacità dell’individuo di agire nella società con un senso di dignità personale.

L’Associazione opera in conformità con i regolamenti della legge croata e le acquisì comunitarie dell’Unione europea.

3. Gli obiettivi fondamentali dell’Associazione Bloccati

1. Abbattere l’Atto di esecuzione perché contrario alla Costituzione della Repubblica Croazia e opposto alla prassi legale della democrazia europea contemporanea

2. Proteggere la dignità dei debitori

3. Fermare la crescita in condizioni di povertà assoluta

4. Riunire persone che pensano simile

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intervista a Miriam Kervatin, presidentessa Ass Block ( 01.2015.)
Marin EDIT

Come prima domanda può raccontarci come è nata l’associazione Blokirani, di che cosa si occupa, ecc…?
Ci siamo organizzati quando abbiamo capito che la Legge sui pignoramenti (Ovršni zakon) è un atto, voluto in parte dalla politica e dalle élite giudiziarie e immobiliari, con il quale in maniera legale si vuole “cancellare” un milione di persone in Croazia, rubare tutti i loro beni, sfrattarli dall’unica abitazione, lasciarli senza indirizzo, senza beni, che tradotto in parole povere vuole dire senza una speranza per il futuro. Oggi, quattro anni dopo, il modello di taglieggiamento è visibile a tutti quelli che vogliono vedere. Nel dicembre del 2010 quando la Legge sui pignoramenti è stata cambiata, grazie a questi cambiamenti con un solo pulsante si possono bloccare i conti privati di un cittadino in tutte le banche, la maggior parte di noi non riusciva a capire quale era lo scopo di queste novità introdotte. A differenza nostra, lo sapevano bene coloro che le hanno ordinate e sostenute, parlo di ambienti vicini ai politici, agli avvocati, ai notai e ai giudici. Loro hanno da subito avuto in mano i primi risultati dati da questa legge. Ma lo sapevano anche le persone che ora sono al potere, lo dimostra il fatto che il governo non è rimasto sorpreso nell’apprendere che il debito dei cittadini (30 miliardi di kune) ha superato quello dell’economia (29 miliardi di kune). Questo è un dato catastrofico, mai visto nella prassi finanziaria UE, non si è mai letto, sentito, che un governo lasci salire il debito dei cittadini talmente tanto da superare quello dell’economia! Per farla breve, nel momento in cui ho messo a confronto la Legge sui pignoramenti croata con altri decreti simili in Europa, ho deciso di dare vita all’associazione Blokirani nel mese di febbraio dello scorso anno. Tra le prime cose, abbiamo richiesto alla Corte Costituzionale di valutare la costituzionalità della legge in questione e fino ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Nessuna! anche se per dovere d’ufficio ha l’obbligo di reagire.

Entriamo dentro l’associazione…

Blokirani è l’associazione, aimè, con il maggior numero “naturale” d’iscritti e come tale rappresenta un’importante fattore per i futuri cambiamenti in Croazia. Al suo interno troviamo cittadini con conti bloccati, tutti loro vivono nella povertà assoluta e ai margini della società. Noi siamo la loro voce, vogliamo mettere la parola fine a questa situazione insopportabile. L’esclusione sociale porta all’impossibilità di realizzare i diritti umani, porta l’individuo all’incapacità di agire all’intero della società e gli nega la possibilità di realizzare il proprio senso di dignità personale. Il nostro obbiettivo di base è la modifica dell’attuale Legge sui pignoramenti, portare questo sullo stesso binario di altre leggi simili in UE. Chiediamo che ai cittadini venga data una chance. Noi siamo dell’opinione che ogni persona che ha un debito lo deve restituire in toto, rispettiamo la stato di diritto, crediamo che in Croazia deve esistere l’economia di mercato, non abbiamo niente contro le istituzioni finanziarie come le banche, ci battiamo per una giustizia uguale per tutti, per la parità sociale, per la difesa della dignità di ogni individuo, per un paese che si fondi sul rispetto della propria costituzione, per un governo che conosca le direttive UE, la Dichiarazione dei diritti dell’uomo, per uno Stato che sa cosa è la divisione tripartita della responsabilità quando si tratta di indebitamento eccessivo della popolazione. Non si può vivere in una società dove un cittadino per una manciata di kune venga messo al palo della vergogna, mente un altro suo concittadino grazie alla Legge sull’accordo prefallimentare e alle sue amicizie con i potenti, vengano cancellati milioni di kune di debiti. È inaccettabile che alle madri single, ai malati terminali, venga portato via l’unico tetto sopra la testa, è una cosa vergognosa che lo Stato si attiva per espropriarli l’unica abitazione. Le faccio un esempio. Una ragazza alla quale è morto il padre nel 2008, qualche giorno fa si è ritrovata i conti bloccati perché, ai sensi della legge sulla successione, gli è arrivata una bolletta del telefono del papà datata 2005. Il debito era pari a 2500 kune e oggi è salito a 32 mila! Lei Si ritrova così ad essere tra i “bloccati” senza che abbia mai ricevuto un atto di pignoramento e senza avere mai visto prima la bolletta! È questo uno Paese sicuro nel quale vivere?

Quanti sono oggi le persone con conti bloccati?
Parliamo di 322.500 persone ( 12.2014.) che, aggiunta anche la componente famigliare, arriviamo al milione di individui. Tutto questa vicenda ed altro ancora, fa parte di un piano di strategie deliberate dal governo che hanno portato 322.000 persone in Croazia a rimanere senza intere proprietà, beni che poi verranno destinati ad un piccolo numero di persone. Siamo convinti che l’attuale Legge sui pignoramenti è incostituzionale e non conforme alla legislazione europea. Quattro anni fa quando fu modificato suddetto decreto, i cittadini con i conti bloccati erano 25 mila. Subito dopo che le modifiche sono entrate in vigore, il numero è salito a 146 mila per arrivare a 321 mila nel dicembre del 2014. Quindi, ogni quarta persona che ha le predisposizioni per lavorare è bloccata, mentre, come ho già detto, il loro debito a superato quello dell’economia, non a causa dell’importo principale ma per colpa degli interessi che vengono calcolati in maniera decisamente poco trasparente che in determinati casi portano l’interesse a toccare il 28 p.c.. Il padrino (riferimento al film Il Padrino, ndr.) sarebbe invidioso di questi conti. In questa maniera la Croazia con le proprie mani ha distrutto le basi dell’economia nazionale, il PIL continua a cadere per il 12.esimo trimestre consecutivo. Se un Paese è abitato da cittadini con un debito maggiore rispetto all’economia, vuole dire che pochi fanno acquisti, pochi spendono, e se nessuno spende non è un caso che il PIL continua a calare e la recessione continua a galoppare.

Entriamo subito nel vivo della nostra intervista. Come abbiamo detto migliaia e migliaia sono i con i conti bloccati, il franco è salito alle stelle, la disoccupazione cresce di giorno in giorno, il governo fa fatica a dare vita a misure concrete. Per i nostri lettori oltre confine, ma non solo, può spiegarci cosa sta succedendo in Croazia?

In Croazia negli ultimi anni sono stati cancellati, per sempre, 180 mila posti di lavoro che difficilmente torneranno ad essere disponibili. La produzione praticamente non esiste, hanno chiuso più di 50 mila esercizi artigianali, il PIL è in costante calo, la disoccupazione supera le 300 mila unità, mentre ad avere i conti bloccati sono 321 mila cittadini. La maggior parte delle persone fa fatica ad arrivare alla fine del mese, la minoranza, politici inclusi, vive molto bene. Camminando per strada ad ogni angolo troviamo un “compro oro”, alla gente vengono prelevati beni preziosi che oltre al valore materiale hanno anche un inestimabile valore affettivo. Le nonnine che vendono frutta e verdura al mercato, a causa di poche kune, vengono prelevate dagli agenti di polizia e accompagnate al commissariato più vicino. Vige una grande repressione nei confronti dei cittadini considerati “piccoli, poco importanti”. Ho viaggiato molto per l’Italia, ho la cittadinanza italiana, e non ho mai sentito che a qualcuno venga chiusa l’attività per pochi centesimi come avviene in Croazia, dove abbiamo avuto esempi di ispettori che per due kune hanno chiuso esercizi commerciali. Le tasse sono da noi tra le più alte in Europa, l’IVA è del 25 pc., abbiamo circa 600 prelievi fiscali, questi hanno ucciso la piccola e media impresa. Le élite vivono bene, spendono ciò che non hanno guadagnato e lasciano il resto della popolazione a mani vuote. Inutile sarebbe poi ricordare che ormai non si contano più i giovani che hanno abbandonato il Paese. Cari miei, questa è la situazione reale che vi piaccia o meno. Non c’è da stupirsi se poi la gente scende in piazza.

Cosa lo Stato, il governo nello specifico, può fare per venire in contro alle esigenze dei “bloccati”?

Chi è al potere deve cambiare la maniera di operare, come prima cosa dovrebbero tentare di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale, incominciare a lavorare seriamente, rimettere in moto l’economia e diminuire la disoccupazione. Tanto per cambiare, il governo poterebbe cominciare a rispettare i suoi cittadini e rispettare la Costituzione. Non so se vi è noto, ma l’Esecutivo guidato da Zoran Milanović, è il primo governo in Europa che è rimasto al potere dopo la caduta del PIL per dodici trimestri consecutivi ed è il primo governo nella storia della Croazia per numero di leggi respinte. Viviamo in un Paese dove chi è al potere, attraverso una legge ad hoc, ha cancellato i debiti ai loro amici, ai tycoon, agli amici degli amici. Parliamo della Legge sugli accordi prefallimentari che ha permesso a gente ricca di restare ricca o addirittura di arricchirsi maggiormente, e alla gente “normale” di ritrovarsi per strada. Noi come cittadini di questa nostra Croazia, dobbiamo impegnarci come minimo per altri 175 anni per raggiungere il livello delle democrazie più evolute, quando parliamo di diritti e doveri dei cittadini. Qui da noi ancora parecchie cose sono o bianche o nere, o sei dei nostri o sei contro di noi, l’interesse collettivo è una forma sconosciuta, le leggi non si fanno in pubblico ma in privato, sotto al tavolo, chi detiene il potere lo esercita per il bene di pochi approfittando della buona volontà della maggioranza. Noi ci battiamo per la responsabilità tripartita, vogliamo restituire il debito, vogliamo pagare le bollette, ma questo non può essere fatto se tutti i tuoi conti sono bloccati e il tuo debito continua a salire vertiginosamente. È qui che il governo deve intervenire. Vogliamo che la gente non venga messa al palo della vergogna solo perché povera o indebitata fino al collo. Non tolleriamo che venga portato via l’unica abitazione, che una famiglia possa essere sbattuta per strada. Chiediamo che il governo paghi le conseguenze di questa legge oscena. Noi ci battiamo affinché il debitore, che a causa di svariati motivi si è ritrovato nel problema, abbia la possibilità di trovare qualcuno a cui rivolgersi e dire: “eccomi, sono qua, ho dei problemi, possiamo risolverli?”. Chiediamo che anche in Croazia come nel resto dei paesi avanzati, il debitore che si è indebitato, il creditore che glie lo ha permesso e lo Stato che ha scritto le regole, vengano trattati tutti in eguale maniera e venga tutelata la dignità delle persone coinvolte. Per questo motivo servono riforme strutturali, vogliamo vivere, vogliamo avere un lavoro, pagare i nostri conti, essere tranquilli.
Come commenta la decisione del governo di cancellare i debiti alle persone che hanno un debito fino a 35 mila kune?
L’accordo sulla cancellazione dei debiti è incostituzionale. L’Accordo può essere considerato come aiuto sociale che non risolve il problema a lungo termine. Facciamo per un attimo il quadro della situazione. La misura va a cancellare il debito delle persone più disagiate. I casi sociali sono quelli che ricevono 100 euro al mese e questa somma non può essere pignorata. Adesso gli condonano una somma che in qualunque modo non potrebbe essere pignorata. È chiaro a tutti che con 100 euro al mese non si può vivere e il governo attraverso abili giochi di marketing, visto che siamo nell’annata elettorale, fa passare l’idea di essere la fata buona che aiuta i bisognosi. Dal mio punto di vista ha aiutato solo gli industriali a cancellare i propri debiti.

Il dato che il debito dei “bloccati” ha superato il debito dell’economia, fa accendere un campanello d’allarme anche in colui che ci capisce poco di economia. Quale è il rischio reale che corre lo Stato?

La Croazia a causa di questo dato verrà distrutta finanziariamente a lungo termine, e forse anche per sempre. Noi da otto mesi continuiamo a dire che a causa del taglieggio fatto dallo Stato nei confronti dei cittadini, il debito di questi supererà quello dell’economia. Ma non eravamo gli soli, fior fiori di economisti hanno denunciato la stessa cosa. La cosa sorprendente è che il governo fa finta di niente! La gente è più indebitata dell’economia, lo volete capire ho no? Ogni persona con un po’ di dignità darebbe le dimissioni e pretenderebbe quelle del governo. Milanović no.
Negli ultimi giorni si sta parlando di proteste in piazza. Voi e l’associazione Franak avete già detto che siete pronti. Im Croazia di rado si scende in piazza, ma questa volta sembra che il bicchiere sia colmo. A suo avviso siamo arrivati ad un punto di non ritorno?
Il problema del franco è per ora risolto temporaneamente. Credo che proprio le minacce di proteste in piazza abbiano spinto la politica ad agire, anche se in realtà non hanno risolto il problema, ma lo hanno solo rimandato. Noi come associazione stiamo trattando azioni congiunte con altri gruppi. Il 26 gennaio abbiamo firmato l’accordo con i rappresentanti delle Aziende agricole a conduzione familiare (OPG) – che negli ultimi tempi si sono ritrovate con migliaia di conti bloccati – con i quali scenderemo in piazza. Stiamo parlando anche con altri interlocutori, vedremo come evolverà la situazione e poi decideremo.

In molti pensano che i cittadini con i conti bloccati vivono nelle regioni più povere del Paese. Come è la situazione in regioni considerate “ricche” come l’Istria o la Regione litoraneo-montana?

L’Istria è in cima alla lista per quanto riguarda i pignoramenti, soprattutto per quanto riguarda gli immobili. Nello specifico, in Istria vi è un grande numero di confische soprattutto da parte cooperative austriache (Gruppo Raiffeisen) che per le proprie operazioni di credito non hanno mai ottenuto il permesso né in Austria, né in Croazia. Quindi potrebbe nascere il sospetto che ci siano giri di riciclaggio. Alcuni direttori di queste cooperative sono attualmente agli arresti domiciliari in Austria in attesa di processi per frode fiscale, riciclaggio, e simili, mentre in Croazia i pignoramenti per conto di questi signori continuano, gente che per anni ha concesso mutui, prestiti, poco trasparenti. Alcuni sono stati addirittura condannati e continuano ad ordinare confische dal carcere. Vi devo raccontare un caso che ha visto protagonista una donna di Pola che si è trasferita in Canada. La signora non ha mai ricevuto nessun attestato di pignoramento, né nessun documento attesti il procedimento nei suoi confronti. Lo ha saputo quando il suo appartamento è stato acquistato durante un’asta pubblica da un’altra persona!. La Corte Costituzionale è intervenuta prendendo in mano il caso. Mi ricorda le confische di anni e anni fa, quando l’ex Jugoslavia sequestrava beni senza avvisare i proprietari, bastava solo mettere un foglietto da qualche parte in un luogo pubblico, e l’esproprio diventava legale.

Se non sbaglio l’associazione da lei guidata conta 23 mila iscritti e l’interesse dei cittadini per “Blokirani” cresce di giorno in giorno. C’è la possibilità che un domani vi trasformiate in partito politico e in prima persona cercate di risolvere le problematiche che affossano migliaia di cittadini?

Noi siamo portavoce degli interessi di 321 mila persone. Quando la Legge sui pignoramenti verrà sostituita da una migliore, allora la nostra attività cesserà. E onestamente spero che questa avvenga quanto prima. Oggi sono dell’avviso che difficilmente ci attiveremo in politica. Difficile ma non impossibile, anche se i fondatori dell’associazione, compresa la sottoscritta, non hanno ambizioni politiche. Credo che la politica croata contemporanea non è un luogo dove una persona normale vorrebbe stare. Siamo un Paese dove a breve ci saranno più tesserati e obbedienti dei partiti politici che imprenditori e lavoratori.
Che consiglio si sente di dare ad un cittadino che ha i conti bloccati?
Se non si cambia la legge, noi “bloccati” saremo persone che camminano in piena notte lungo l’autostrada dove ogni minuto passa un’auto ad alta velocità e investe uno di noi. Lo ripeto, se le cose non cambiano, è la nostra fine, siamo ad un passo dal baratro. Ci sono centinaia di esempi che dicono che la legge è ingiusta, incostituzionale, illegale, ecc.. Chiudo con una provocazione. Anche i campi di concentramento erano legali, poi la storia ha decretato, giustamente, che erano luoghi dove avvenivano crimini contro l’umanità. Non aspettiamo altro tempo, impariamo dalla storia per avere un futuro migliore.

Marin Rogic EDIT.hr

English version – http://www.blokirani.hr/what-are-blocked/

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